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19/06/2016 – Cena di iftar con amici della Chiesa Valdese e Metodista

Il 6 giugno la luna nuova ha annunciato l’inizio del mese di Ramadan, periodo sacro del digiuno che amo definire come periodo di ritiro spirituale. Il digiuno è uno dei cinque pilastri dell’islam. Detto in poche parole si tratta di un’astinenza totale da ogni cibo e bevanda, dal sorgere al calare del sole, per tutta la durata del mese. Questo periodo comporta anche il cambiamento del ritmo della vita, si è indotti alla moderazione dal mangiare al parlare, all’agire. La preghiera e le opere buone sono forse le uniche azioni che non vengono moderate.
Sopratutto in questi anni che Ramadan cade nelle giornate più calde, trovo ancora di più espressivo il suo significato letterale:  incandescente o ridotto in cenere, perché corrispondeva al mese più caldo dell’anno prima della modifica del calendario luni-solare.
É come una metafora per indicare lo stato di chi si è trovato a digiunare per ore e ore sfidando la fame, e soprattutto la sete.

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16/06/2016 – Cena arricchita con aneddoti raccontati dalla Prof.ssa M.Gabriella Pasqualini, sui cinque anni trascorsi in Iran come funzionaria dell’ambasciata. Uno dei più impressionanti riguardava una cerimonia funebre. Indossata il chador, la prof.ssa si recò nella moschea per partecipare per osservare la cerimonia. Per farla si mise da parte. Una signora accortosi di ciò e avvicinandosi a lei, le chiese perchè stava lontano. Alla risposta “Perchè non sono musulmana”, la signora rispose “Questa è la casa di Dio” e non esitò un attimo per avvicinarla alla moschea.

Quest’anno ho fatto la meravigliosa esperienza di partecipare alle cene organizzate dall’Istituto Tevere insieme a diversi amici; sono stati momenti profondi di dialogo e di condivisione. Non solo abbiamo vissuto fraternamente la spiritualità del momento scambiando le comuni riflessioni sul tema, ma sono stati anche momenti di nuove conoscenze o di approfondimento di amicizie già avviate o già radicate.
Al tramonto la dolce chiacchierata veniva interrotta dal richiamo soave del muezzin che rimbombava nella sala rossa annunciando la fine della giornata del digiuno, lasciando sbalordito qualche ospite e rasserenato qualcun’altro. E qui tombava un silenzio religioso.
Erano attimi di preghiera di rottura per i digiunanti, momenti di riflessione e di attesa per tutti… in ogni caso di gioia e di apprezzamento. E in questi attimi di attesa mi sfiorava nella mente la frase di Jules Renard: Se si costruisse la casa della felicità, la stanza più grande sarebbe la sala d’attesa.
Attorno alla tavola era come se fossimo in una grande famiglia, a dir poco molto fortunata e ricchissima per la diversità culturale e religiosa delle persone che si trovavano a condividere i doni di Dio.

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26/06/2016 – Cena di iftar con operatori e testimoni del progetto “Incontri” del Centro Astalli

E diverse volte ci siamo fatti cullare l’animo con la preghiera recitata all’inizio del pasto da un amico appartenente ad una fede religiosa differente.
Un’esperienza davvero unica e intensa di significati, di riflessioni per me e perciò sono molto grata all’Istituto Tevere e a tutti gli amici che con la loro presenza lo hanno reso possibile… Grazie infinite!!!

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Cena con gli amici della Chiesa Valdese e Metodista conclusasi con questa significativa poesia “[…] cantate al signore […] che disvela nei nemici fratelli” di Kurt Marti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

by Essenza