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Amici Tiberini

sito ufficiale Istituto Tevere: www.istevere.org

Roma al chiaro di luna

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foto by Nobile

2 febbraio 1787.

Passeggiare per Roma in pieno chiarore lunare è cosa talmente bella che chi non l’ha veduto, non può farsene un’idea. Tutti gli oggetti vengono avviluppati da grandi masse di luce e di ombra e solo le grandi masse sono visibili all’occhio. Sono già tre notti che noi ci godiamo questo spettacolo splendido e luminoso, spettacolo che davanti al Colosseo supera qualunque immaginazione. Di notte viene chiuso, solo un eremita abita in una piccola chiesetta, mentre i mendicanti invadono le volte ruinate. Costoro avevano acceso un fuoco sul pavimento levigato; una leggera brezza spingeva il fumo nell’arena, di modo che la parte bassa delle ruine ne era coperta ed i prodigiosi muri m alto si protendevano oscuri. Noi eravamo appoggiati ad una ringhiera e guardavamo il fenomeno; la luna immobile nel cielo era limpidissima. Lentamente il fumo strisciò a traverso le pareti, i pilastri e le aperture, mentre la luna lo colorava come una nebbia. Era uno spettacolo magico. Così bisogna vedere illuminati il Pantheon ed il Campidoglio, San Pietro e tutte le altre piazze e strade di Roma. E così anche il sole e la luna, come l’ingegno umano, hanno qui un ufficio ed un compito diverso da quello che hanno altrove; qui si offrono a loro masse prodigiose e pure, perfette…

Da W.Goethe, Il Viaggio in Italia, 1787, trad. Tornei, Officine Poligrafiche Italiane, ed., 1905, Roma.

by Essenza

A Quote About The Thanksgiving

                                           by Jennie A. Brownscombe (1914)

“And afterwards the Lord sent them such seasonable showers, with interchange of fair warm weather as, through His blessing, caused a fruitful and liberal harvest, to their no small comfort and rejoicing. For which mercy, in time convenient, they also set apart a day of thanksgiving… By this time harvest was come, and instead of famine now God gave them plenty … for which they blessed God. And the effect of their particular planting was well seen, for all had … pretty well … so as any general want or famine had not been amongst them since to this day.”

William Bradford, Of Plymouth Plantation

Le Camerette di Ignazio di Loyola e i Gesuiti a Roma

Le Camerette di Ignazio di Loyola e i Gesuiti a Roma

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Il 16 novembre 2012 abbiamo avuto un’esperienza molto particolare nel collegio dove vivono i gesuiti, sia gli studenti sia i rappresentanti di Roma. Accanto alla Chiesa di Gesù, ci si entra da una semplice porta però da dentro è un complesso grande con tante camere dentro. Era come se fosse uno labirente. grazie al nostro compagno d’università, Fernando da Portogallo (che aveva anche fatto un’intervista con me l’anno scorso sulla mia esperienza alla Gregoriana), non ci siamo perse io e Zeynep. Siamo andate per il pranzo e abbiamo pranzato con circa 45 gesuiti in più alcuni altri ospiti come noi. Si comincia con una preghiera e si fa una presentazione degli ospiti che viene seguito con gli applausi. Poi abbiamo mangiato insieme a parlando delle cose generali. La domanda più spesso fatta: Perchè studiate alla Gregoriana? Loro hanno parlato delle esperienze fatte nei diversi paesi dove vivono i cristiani e musulmani in pace insieme. Noi abbiamo parlato delle nostre esperienze, di Turchia, dell’Islam, ecc. Si conclude il pranzo sempre con una preghiera poi si passa ad un altro posto per il caffè insieme alla torta e lokum: dolci turchi che avevamo portato. Lì prendendo caffè insieme, abbiamo parlato ancora un pò. Hanno risposto le nostre domande sulla Comunità con sincerità, cosi abbiamo avuto la possibilità di conoscere i gesuiti da vicino. Prima di partire, il nostro amico Fernando ci ha fatto vedere le camerette di Sant’Ignazio di Loyola. Ha vissuto ed è partito proprio in questo posto. La cappella, la sua camera, i suoi scritti e anche il corridoio ignaziano con i dipinti eccellenti venivano spiegati con i dettagli mettendoci in sorpresa ogni tanto. Il posto è aperto a tutti quelli che vogliono fare una visita e secondo l’informazione che ci ha dato Fernando, ogni giorno vengono tanti turisti per visitarlo. Ma solo gli ospiti come noi possono visitare oltre.
Un’ospitalità e una sincerità enorme. Grazie ai gesuiti per quest’esperienza!

Imageby: Bahar Dik

Viaggio Didattico con gli studenti di Master Dell’Università Pontificia Salesiana coorganizzato Dall’Istituto Tevere e Dall’Asus

Comincio col dire che il viaggio che ho fatto in questa meravigliosa città è difficile da raccontare . Ho visitato molti luoghi , ma devo ammettere che Istanbul mi ha affascinata più degli altri, per tanti motivi. Sicuramente perché questo è stato più di un viaggio, fuori dal comune: è stato il contatto tra due civiltà, un “toccare con mano” una cultura e un costume di cui (mi vergogno a dirlo)avevo ignorato l’esistenza! E’ stata insomma un’esperienza che mi ha lasciato molto, che mi ha in qualche modo formato.

Questo “contatto”, di cui parlavo sopra, è avvenuto non solo attraverso la visita dei posti prettamente turistici (la Moschea blu, Santa Sofia, il palazzo Topkapi, etc..), ma anche e soprattutto attraverso la conoscenza di quello che posso definire la “quotidianità”: abbiamo infatti visitato la scuola elementare e media, l’università, uno studio televisivo, e il giornale Zaman. Abbiamo poi cenato con persone del posto, che ci hanno accolto con affetto e amorevolezza, come se ci conoscessimo da sempre.

In tutti questi luoghi ho trovato un clima di accoglienza, più unica che rara, che i Turchi hanno riservato a noi, 10 ragazze italiane, a loro sconosciute, appartenenti a un’altra cultura e a un altro mondo! L’ospitalità è una dote abbastanza diffusa da noi, in Italia, ma entro certi limiti! Quella dei turchi è un’ospitalità a 360 gradi! E, sinceramente, questa è la cosa che più mi ha lasciato a bocca aperta.

Insomma, il viaggio è stato un vero successo e ringrazio TUTTI (ad eccezione di nessuno) per averlo reso tale! Spero di tornare presto in Turchia e approfondire il mio bagaglio di conoscenza e di esperienza.

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by: Federica Pecoriello

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